Vent Mauvais

Storie di un animo in tempesta nella cittĂ  del vento
venerdì, 04 luglio 2008

Amicizie

Ieri sera ho scritto un commento al post di Troublemaker (vedi qui). Fra le cose che mi sono venute in mente c'era anche questo pensiero: "per me uno dei "problemi" (se così si può definire) [della coppia gay, ndr] è la poca visibilità che ha all'esterno, non tanto per la visibilità in se stessa (che non cambia la vita), quanto per la ridotta apertura (e ovviamente non intendo sessuale...) che ne consegue. Una coppia etero (tranne le dovute eccezioni) è aperta ai figli, è aperta agli amici, ai colleghi, al mondo intero, ha una sua ufficializzazione nel matrimonio, se vai ad un evento devi portare "tua moglie", etc. La coppia gay, invece, è spesso chiusa in se stessa, poco visibile, vive nel nascondimento, nel sotterfugio, e questo mortifica un rapporto di coppia, a mio vedere." Certo non sempre questo è vero. Però ho pensato molto al mio di rapporto.
Da circa 3 mesi sto con un ragazzo, e sebbene sia poco tempo è in assoluto il rapporto che sta durando più a lungo nella mia storia di gay (ma anche di ex-finto etero). Non so se è perché ho trovato la persona giusta o perché è giunto il momento di provarci più seriamente, ma così sta andando.
Qualche giorno fa, comunque, ci sono stati i primi motivi di discussione fra noi. Io di solito parlo poco e accumulo tanto. Ma quando mi si apre il tappo, sono come il vaso di Pandora: faccio uscire tutti i mali del mondo... E fra le varie cose che sono fuoriuscite, c'è che lui conosce ormai tutti i miei amici, mentre io non conosco nessuno dei suoi. E che in generale non usciamo mai con amici, se non quando siamo a Trieste.
C'è da dire che qui dove siamo ora, siamo entrambu fuorisede, anche se io solo da 3 mesi mentre lui da quasi 5 anni. E dice di non avere amici, solo qualche collega che ovviamente non sa di lui. A me un po' questa cosa pesa, perché sono sempre stato abituato ad avere tanti amici intorno, dai tempi dell'università e della casa dello studente in poi, con cui condividere tutti gli aspetti della mia vita, anche quelli delle mie relazioni con ragazzi.
Ora, io sono felice di stare con lui, ma a volte non mi basta. Vorrei continuare a vedere gente, a uscire con gli altri, a condividere cene, scampagnate, cinema, teatro, discoteca, etc. E non solo per conto mio (coi colleghi, per esempio) ma anche con lui, insieme, per crescere. Non che lui sia contrario, ma vedo che non ha la mia stessa spinta, forse non ha la mia stessa esigenza, sicuramente non è abituato a una cosa del genere. Però a continuare così mi sembra di essere due vecchi di settant'anni sempre chiusi in casa più che due ventenni... Sbaglierò?
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categorie: personale, amicizia, trieste, omosessuale
mercoledì, 02 luglio 2008

Dimmi la veritĂ 

Ho poi scoperto che qualunque cammino verso la castità, ovvero verso una sessualità vissuta al servizio della vita e dell’amore, presuppone una maturità affettiva solida, che non si concilia con l’abitudine, che molti omosessuali credenti hanno, di non dire la verità su se stessi.
E così, a un certo punto, quando le persone mi chiedevano come potevano conciliare la loro vita di fede con la loro omosessualità, ho iniziato a proporre un cammino che partiva dalla lotta contro l’ipocrisia: sarebbe poi stato Dio a far capire a ciascuno i modi concreti in cui questa conciliazione avrebbe dovuto realizzarsi pienamente.

(Gianni Geraci, tratto da qui)

Ho sempre avuto un po' di timore dei coming out. Dai primi fatti oramai anni fa, all'ultimo di qualche giorno fa.
E comunque ho sempre scelto persone che potessero accettarmi così com'ero. E finora mi è andata molto bene. Ci sono però 3 settori della mia vita (e che forse comprendono tutto) dove ancora ho difficoltà a fare il mio coming out: i miei genitori, il posto di lavoro, i compagni nella fede.
Per i miei genitori, c'è stato per anni il timore di essere messo alle strette da eventuali minacce (tipo: "tu sei gay? e noi ti tagliamo i viveri e non studi più..."). Ora sono indipendente anche economicamente e quindi questa scusa non è più valida. Quella che avvaloro di più è il fatto che vivendo lontano e tornando da loro solo per pochi giorni ogni 3-4 mesi, non posso lanciare la bomba e poi scappare. Perché so che per loro si tratterà di una bomba.
Per il mio posto di lavoro, io lavoro coi bambini, e purtroppo c'è sempre questo problema di identificazione (per l'italiano comune) di gay con pedofilo. Sono anche convinto che la professionalità vada oltre tutto, ma ho sempre paura che il mio orientamento sessuale mi si possa ritorcere contro, soprattutto nell'epoca in cui viviamo oggi. Certo, non vado in giro a dire che sono un trombeur de femme, ma glisso su qualsiasi domanda inerente a ragazze etc. (non dire la verità equivale a dire una bugia?).
Per i miei compagni nella fede, so che molti non accetterebbero di sapere che sono gay. Proprio per le direttive omofobe della Chiesa stessa. Con molti di questi il rapporto si è deteriorato proprio per la mancanza di un approfondimento del rapporto. Avete presente quando in un rapporto di amicizia non si supera un certo limite di confidenza, ecco...

Quando ho letto questo articoletto di Gianni Geraci, mi è venuto un magone...

"Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi"
(Giovanni 8,32)
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categorie: personale, religione, societĂ , omosessuale
lunedì, 23 giugno 2008

Caro Dio sono gay. Perché ci è vietato amare?

 

Active ImageTestimonianza di David tratta da qui.

"Qualcuno allora affermerà che, salvo una mia conversione all'eterosessualità (sic!) o salvo che conduca una vita di gioiosa continenza, io sono condannato alle fiamme dell'inferno". Ma "dopo varie peripezie, mi sembra che sulla mia vita sia soffiato un vento di libertà e che grazie ad esso io sia ritornato alle sorgenti di una fede viva che ogni giorno si costruisce facendo fronte alle avversità e alle difficoltà della vita, ma anche e soprattutto che si fa grande grazie ad una rinnovata fiducia in Dio".  David ci racconta la sua ricerca di Dio. Un cammino che passa, talvolta in modo doloroso, attraverso l'accettazione serena di sé.

 Buongiorno! Mi presento: mi chiamo David, e tra le molte altre qualità, difetti e caratteristiche della mia personalità c’è che sono gay. Qualcuno allora affermerà che, salvo una mia conversione all'eterosessualità (sic!) o salvo che conduca una vita di gioiosa continenza, io sono condannato alle fiamme dell'inferno.

Dopo varie peripezie, mi sembra che sulla mia vita sia soffiato un vento di libertà e che grazie ad esso io sia ritornato alle sorgenti di una fede viva che ogni giorno si costruisce facendo fronte alle avversità e alle difficoltà della vita, ma anche e soprattutto che si fa grande grazie ad una rinnovata fiducia in Dio.

Prima mi sembrava di poter padroneggiare tutto, comprese le mie pulsioni più vili, ma oggi ho l'impressione che la mia debolezza e la mia insufficienza nel tendere alla perfezione a cui Dio ci chiama attraverso il suo Vangelo siano come marchiate a fuoco nella mia carne: peccatore, non lo sono forse ogni sera, quando vado a ricongiungermi con il mio Vincenzo? !  E quindi...

Sono talmente convinto che soltanto l'amore conti veramente che non ho la sensazione di far del male cercando di costruire una relazione sincera, fedele e casta con Vincenzo, casta nel senso che noi cerchiamo sempre di privilegiare il dialogo e di aprirci l'uno all'altro, smentendo così l'idea che tutte le relazioni omosessuali siano necessariamente un egoistico ripiegarsi su se stessi di ciascuno dei  due partner ... ( . . . )

In questo consiste il problema del rapporto con la Chiesa: io penso di continuare ad amarla, ma a volte è così difficile...   Per farvi capire vi faccio un esempio contrapponendo due diverse scene ...

 

Prima scena: chiesa Sain-Sulpice... Entro e farfuglio, no, no, non vengo per confessarmi, ma per fare una domanda: E' possibile conciliare vita cristiana e omosessualità? Risposta di compromesso...
Sì, purché si mantenga una continenza assoluta! Nessuno è responsabile della sua condizione, è un dato di fatto che deve essere accettato.
Ma si deve poi anche trarne delle conseguenze, e nel mio caso, sarebbe di non amare mai tranne che con la mente e con il cuore. Ecco qui. Imbarazzante silenzio da entrambe le parti. A questo punto mi chiedo quale esperienza avrei avuto con un prete più giovane.
Poi il confessore riprende: questa sarà la mia croce e riceverò molti meriti per averla portata, e d'altra parte ogni vita ha le sue difficoltà. Ultimo argomento a mia consolazione: alla mia età si fa ancora in tempo a cambiare!...

 

Seconda scena: Roma, confuso in mezzo ad una schiera di confessori e di pellegrini, con una calura asfissiante e con un sentimento di timore non meno opprimente, prego...aspetto, ed ho paura di porre fine a questa attesa. Alla fine mi decido. Inizio con decisione: fino ad ora nella mia vita, Padre, io pensavo sempre di poter tirarmi fuori dal peccato, ma dentro di esso io ci vivo, ci ho messo le radici, e il peggio è che io non ho alcun rimorso.
Io con lui parlo di peccato, ma non ne sono affatto convinto, e oso sperare che mi dirà che questo non è un fatto poi così grave, come un medico lo direbbe ad un bambino che si è fatto una piccola ferita cadendo dalla bici.
Gli confido che, nel mio procedere nel percorso del giubileo, io gli ho confessato i miei peccati, ma che ad ogni modo sono sicuro che lui non potrà darmi l'assoluzione, dato che io non mi rammarico delle mie azioni, che non le rinnego, e che, per dirla tutta, neanche penso seriamente che esse siano condannabili.

Intanto cerco anche di spiegare che attualmente sto vivendo una relazione che considero costruttiva, che adesso godo di una stabilità affettiva prima sconosciuta e che, detto in tutta semplicità, sono felice. E aspetto il verdetto...
Il sacerdote inizia a sorridermi e mi racconta una storia: noi siamo tutti deboli e vigliacchi, ed è per questo che abbiamo bisogno di scale per procedere nella vita.
Le parole della Chiesa sono queste scale. E mi ricorda anche che, forse, la Bibbia non dice tutto riguardo all'uomo, questo essere così complesso che non può essere racchiuso in un libro, neppure in una summa letteraria o teologica, e che è compito di ciascuno scegliersi il suo percorso di accostamento a Dio attraverso il Cristo e il suo aiuto.

A questo punto faccio una domanda molto concreta, ho voglia di sapere: il fatto di vivere in modo completo la propria omosessualità e di costruire se stessi accettandola è un peccato? A questo lui non ha una risposta già bell'e pronta, e riconosce che nel mio caso non lo è, a patto che io cerchi di vivere in modo cristiano la mia condizione, e che io cerchi Dio attraverso queste prove.
E poi mi consiglia alcuni libri, e invoca lo Spirito Santo affinché esso mi guidi nella mia ricerca fiduciosa di Dio: E... e mi dà l'assoluzione! Quasi mi mettevo a piangere! Prima di allora non avevo mai percepito così tanto l'assoluta gratuità del perdono divino: la Chiesa mi perdona in nome di Cristo, e proprio per una situazione che essa stessa considera peccato!


In quel giorno, e per tutta la settimana successiva, sono stato pervaso da una felicità semplice e consolatrice. E sono stato di parola, mi sono documentato. In seguito ho letto il saggio del gesuita americano, il Padre John Mc Neill, che invita ad una revisione pastorale della questione.

Personalmente ripongo una profonda speranza in questo libro: la sua lunga esperienza ha dimostrato all'autore che potevano esistere relazioni omosessuali ricche dal punto di vista affettivo e costruttive dal punto di vista spirituale.

Quello che ci si aspetta oggi è un riconoscimento, una pastorale che si adatti a questa specifica situazione:... che i pastori della Chiesa, sul territorio, assistano tutti coloro che si trovano in difficoltà e si allontanano da Cristo per aver ascoltato alcuni dei suoi testimoni insistere più sugli obblighi della vita cristiana che sulla salvezza, offerta a tutti gli uomini senza alcuna distinzione.

...Oggi considero questa prova come una grande opportunità, quella di aver potuto riflettere sulle radici della mia vita spirituale. Che lo Spirito ci aiuti tutti a meditare sull'amore incondizionato di Dio, questo Padre che ci ripete con tenerezza: “il tuo operato, io lo odio, ma amo te”.

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categorie: religione, omosessuale
sabato, 21 giugno 2008

Il sorriso di Dio

E poiché la nostra "liberazione dalla schiavitù dell'Egitto" è avvenuta quando abbiamo (talvolta in età adulta) scoperto ed accolto il sorriso di Dio sulle nostre vite di omosessuali, noi facciamo memoria di questa pasqua tutte le volte che prestiamo un orecchio attento all'ascolto e senza sguardo di condanna verso le situazioni di bisogno inascoltato che incontriamo altrove nella società

(Gruppo omosessuali credenti, Noi Siamo Chiesa Emilia Romagna - Bologna 17 giugno 2008)

Padre Santo, vorremmo consegnarLe un grande sogno che portiamo nel nostro cuore: quello di una Chiesa estroversa, capace di andare incontro all’uomo di oggi, di accoglierlo con tutte le domande che si porta dentro, di guardarlo con amore, come lo guarderebbe Cristo. Una Chiesa che mentre indica il cammino che porta a Cristo si fa compagna di strada di ogni uomo, si apre al dialogo con tutti, soprattutto con le generazioni più giovani, per trasmettere loro tutto l’amore che riceve dal suo Signore.
(Saluto dei giovani a Benedetto XVI in visita pastorale a Brindisi)
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categorie: religione, societĂ , omosessuale
mercoledì, 18 giugno 2008

Qui pro quo

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovinetta palma...
(Eugenio Montale)

Probabilmente gran parte degli studenti oggi impegnati nella prova scritta dell'esame di maturità avranno optato per la seconda ipotesi: se non altro perchè la poesia di Eugenio Montale da analizzare, 'Ripenso il tuo sorriso', ha poco a che vedere con la figura femminile. Il maestro dell'ermetismo infatti l'aveva dedicata a Baris Kniaseff, ballerino russo e amico, di cui il poeta ricorda il sorriso come "un'acqua limpida" e l'aspetto "schietto come la cima d’una giovinetta palma".
Evidentemente era impensabile concepire, per gli illuminati impiegati del Ministero dell'Istruzione, che un uomo potesse scrivere una poesia dedicandola ad un altro uomo.
(tratto da qui)
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categorie: poesia, societĂ , omosessuale
lunedì, 16 giugno 2008

Anaffettivo

Cosa sarà di me, della mia ingenuità
sacrificata a una storia inutile?
Se il desiderio mi consuma già e non l’ho visto mai
l’amore che mi faccia rovinare
queste torri di cinismo e d’egoismo insieme.
Cosa sarà di me, della mia abilità
nel raccontarmi storie improbabili?
Se gli animali che ho rinchiuso qui
io non li ho amati mai,
la verità è che non credo di essere così appetibile
per un uomo migliore.
A volte sono anaffettivo, ma non è un caso isolato:
sono sicuro di essere in buona compagnia.
A volte sono anaffettivo, e forse è un caso disperato
Abituato ad avere sempre tutto subito.
Per cui prendeteci o lasciateci: è lo stesso,
ma non crediate che sia garantito il successo.
Perché se sono anaffettivo è per il modo disumano
che hai di prendermi, di stringermi quando ti sfuggo.
Così io sono anaffettivo, effetto shampoo simulato,
una risata vi seppellirà e sarà la mia.
(Egokid)
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categorie: musica, omosessuale
sabato, 14 giugno 2008

OmosessualitĂ  nel cristianesimo: approcci alternativi

Spero di poter andare a questo incontro... Chissà che non diventi Valdese... A seguire alcuni link sulla chiesa valdese e l'omosessualità (grazie a Andrew!)

Venerdì 20 Giugno ore 18.30

Noi Siamo Chiesa – Emilia Romagna presenta:

Conferenza:

"OMOSESSUALITÀ NEL CRISTIANESIMO: APPROCCI ALTERNATIVI"

Presso Arcigay il Cassero, via Don Minzoni 18

L’idea alla base di questa conferenza è quella di mostrare che il bigottismo della gerarchia cattolica ufficiale spesso non trova corrispondenza nelle basi, e che il dissenso cattolico è vivo e in questo periodo lotta per terminare ogni discriminazione neiconfronti degli omosessuali.

Relatori:

Don Franco Barbero, comunità Cristiana di base di Pinerolo

Gianni Geraci, coordinamento omosessuali cristiani italiani

Letizia Tomassone, pastora della chiesa Valdese di Verona


- Cosa ne pensa la chiesa Valdese dell'omosessualità?
- Mi sono rivelato, mi sento accettato
- Documento sull'omosessualità del gruppo di lavoro sull'omosessualità della chiesa valdese, metodista e battista
- Documento sull'omosessualità approvato dall'Assemblea battista/Sinodo valdo-metodista nel novembre 2007
- Benedizione delle coppie omosessuali
postato da: ventmauvais alle ore 21:26 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: personale, religione, societĂ , omosessuale
martedì, 10 giugno 2008

Adamo ed Eva, versione riveduta e corretta

postato da: ventmauvais alle ore 18:43 | link | commenti | commenti
categorie: societĂ , omosessuale
giovedì, 01 maggio 2008

LaicitĂ 

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categorie:
mercoledì, 05 marzo 2008

Improvvisamente l'inverno scorso

Una comunicazione di servizio, sperando per una volta di essere apportatore di una notizia nuova. Vi parlo di un film gay che non ho ancora visto, ma che sembra interessante,  anche perché non sarà mai distribuito in Italia perché troppo scomodo...

“IMPROVVISAMENTE L’INVERNO SCORSO” racconta la storia di Luca e Gustav, una coppia che sta insieme da otto anni, e di quello che gli è successo improvvisamente l’inverno scorso, quando un’ondata inaspettata di omofobia ha sconvolto la loro quotidianità. A Febbraio, dopo mesi di discussioni, il governo Prodi – come da programma - ha presentato una proposta di legge per le unioni civili estesa anche alle coppie omosessuali. e da lì è partita un’offensiva mediatica e politica di proporzioni inaspettate. Il paese si è così diviso tra chi era a favore dei DiCo (il nome del disegno di legge) e chi gli sparava contro. Dai pulpiti delle chiese e dai salotti televisivi, si è arrivati a livelli parossistici di intolleranza. Gustav ha cercato di convincere Luca a realizzare un documentario sull’argomento sentendo l’opinione della gente comune, delle associazioni religiose, dei politici di destra e di sinistra (tra gli altri Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Barbara Pollastrini, Franco Grillini, Cesare Salvi, etc.) in occasione di manifestazioni e contromanifestazioni varie, e contemporaneamente per mesi e mesi hanno seguito la discussione generale al Senato. Con un disagio crescente nei due protagonisti, il film registra, non senza ironia, mesi di polemiche sterili, strumentali e attacchi gratuiti. Quello che ne viene fuori è un quadro poco edificante, e alquanto contraddittorio, del Belpaese.
Ecco cosa dicono i registi: "Questo documentario è nato da un’autentica necessità: quella di voler mettere nero su bianco il nostro disagio di coppia e di cittadini italiani di fronte alla massiccia campagna omofobica ingaggiata dai media, dalla politica e dalla chiesa, lo scorso inverno in occasione della presentazione del progetto di legge DiCo. Abbiamo dovuto dolorosamente constatare che stavamo vivendo in una sorta di bolla, circondati da amici e parenti, al riparo da tutti quanti coloro che vedono (ancora!) nell’omosessualità una minaccia se non una malattia. Lungi dal voler ritrarci come vittime, ma anzi, cercando nell’ironia il nostro mezzo di indagine, nonchè partendo dall’assunto che si debbano sempre conoscere e rispettare le ragioni dell’altro, siamo, con un certo coraggio usciti fuori dal guscio, mettendoci in gioco come persone e come coppia."

Credo che sia un film da andare a vedere, senza ombra di dubbio, per cui vi riporto le date delle proiezioni previste e un trailer.

14 marzo - Roma - Apollo 11, via Conte Verde 51, Piazza Vittorio - ore 21
25 marzo - Trieste - Cinema Ariston  ore 21
26 marzo -  Pordenone - Cinemazero
27 marzo - Udine - Cinema Visionario
28 marzo - Lecco - Sala Ticozzi
29 marzo  -1 aprile - Cordoba (Spagna)
3 aprile - Padova - cinema Astra
4 aprile - Bergamo
5 aprile - Campobasso
8 Aprile - Mantova - cinema del Carbone
9 Aprile - Reggio Emilia - Cinema d'Alberto
16 e 20 aprile - Bolzano - Filmclub

date ancora da definire (ma prima delle elezioni)
Firenze - Bologna - Brescia - Torino - Catania - Palermo - Bari - Milano - Napoli

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categorie: cinema, societĂ , omosessuale